08-11-2021 - Design

Un supereroe fa sempre la scelta giusta...con i font.

Non ci sono font belli o brutti. Esistono solo font adeguati o inadeguati al progetto.

Daniel Will-Harris

 

Senza dubbio, per alcuni ambiti un font è più adatto di un altro. Ma da dove iniziare per la scelta?

Si può cominciare prendendo in esame gli aspetti più oggettivi: legibility e readability.

In italiano vengono tradotte entrambe con leggibilità ma in realtà sono due concetti diversi. Potremmo definire “leggibilità di un carattere” una, “leggibilità di un testo" l’altra.

 

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La legibility è qualcosa che ha strettamente a che fare con la struttura grafica del singolo carattere tipografico come lo spessore, la presenza o meno di grazie, il contrasto, la crenatura e la spaziatura.

 

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Bisogna fare attenzione, infatti, ai dettagli formali dei caratteri che devono essere legati al visual e suggerire analogie col contenuto del testo. Questo, oltre a favorire la coesione a livello di design grafico, amplifica il significato del messaggio.

Se in un cartello “Non Entrare!” si usa un carattere con aste forti che attira l'attenzione come Impact o Arial Black, sicuramente il concetto verrà rimarcato.

Oppure, se il font viene utilizzato per un testo lungo sicuramente non dovrà essere decorativo o calligrafico.

 

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La readability, invece, è come un testo viene letto. Dipende quindi non solo dal tipo di carattere, ma anche da altri fattori come la divisione in paragrafi, l’allineamento e la giusta regolazione dell’interlinea.

 

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Altri aspetti da considerare nella scelta del font sono il contenuto del progetto di comunicazione, chi sarà l’utente di riferimento, che reazione si vuole suscitare ma anche la storia e lo scopo originale del font. Sapere il preciso ruolo per cui il font è stato inizialmente progettato dal suo creatore è fondamentale.

Tutte queste considerazioni permetteranno di individuare uno stile tipografico espressivo, adatto a rappresentare con decisione e coerenza l’intenzione comunicativa del testo.

 

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Quando viene utilizzato un font non adatto, senza cognizione o solo per la sua estetica, si può rendere il testo difficile da leggere e, ancor peggio, si può trasmettere un messaggio sbagliato.

Un po’ come quando si utilizza il Comic Sans per una presentazione scientifica.

Ah, scusate, è successo.

 

La storia del tanto odiato perché amato Comic Sans

Il Comic Sans è stato creato da Vincent Connare nel 1994 per essere utilizzato in alcune vignette di un prodotto Microsoft (che non ebbe molto successo). Da qui il nome comic (fumetto). Piacque così tanto per il suo stile fresco e divertente che fu poi inserito tra i font di default di Windows 95.

L’idea era quindi di un font giocoso, per bambini...ma dopo poco tempo è diventato onnipresente.

È stato utilizzato nelle comunicazioni della banca, sulle fiancate delle ambulanze, nelle newsletter aziendali, nei menù dei ristoranti, nei curricula, nelle informative ufficiali. Utilizzato anche dalla Disney e dal Wall Street Journal, il non plus ultra è stato raggiunto nel 2012 quando gli scienziati del CERN di Ginevra lo utilizzarono nella presentazione per annunciare la scoperta del bosone di Higgs.

 

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Guai a confondere la personalità di un font.

Ogni font esprime qualcosa, conferisce un particolare tono di voce. Il Comic Sans era nato per dare voce ad un cane-assistente tramite fumetti, non per essere usato in comunicazioni di importanza scientifica.

 

E una volta scelto il font?

Altro aspetto importante è il numero di font da utilizzare in un progetto. Di regola non si usano più di tre font differenti ma la miglior cosa è utilizzarne un paio usufruendo delle loro varianti come il corsivo e grassetto, sia per dare più movimento sia per mantenere una linea omogenea nel progetto di design.

 

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La scelta finale

Sarah Hyndman, autrice di Why fonts matter, scrive che un font non è solo un font, ma è un sapore, un odore, un ricordo, un’aspettativa. “I font trasformano le parole in una storia” e hanno la capacità di cambiare il modo in cui un messaggio o un’informazione viene assorbita.

Per capire qual è il font giusto quindi bisogna muoversi in più direzioni: come lo userò, dove lo userò, come è fatto, quale è la sua storia.

Unpopular opinion: il Comic Sans sarà pure un buon font, ma viene spesso usato da "brutte" persone.

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