01-12-2021 - Design

Bat Branding - L’arma fondamentale di Batman

"Una corporate image è la totalità delle immagini, delle idee, delle valutazioni su un’azienda, che si formano nella mente di coloro che entrano in contatto con essa." - Design Coordination and Corporate Image (1967) di F.H.K. Henrion e A. Parkin.

 

Corporate Image, Corporate Identity, Brand Identity, Immagine coordinata o anche solo Branding.

Alla fine parliamo sempre della stessa cosa.

Spesso si parla di branding solo dal punto di vista visivo o, nei casi peggiori, si identifica la Brand Identity solo con il marchio. Ma una Brand Identity è molto più, coinvolge tutti gli aspetti relativi alla percezione di un’azienda.

Tutti quei paroloni usati dai marketers come Brand reputation o Brand awareness non si usano per fare fuffa (ok, a volte si) ma sono tutte le cose che concorrono a creare una Brand Identity.

Chiedetevi: senza la sua reputazione Batman sarebbe temuto così tanto dai nemici?

Ovviamente no.

 

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L’argomento della Brand Identity è davvero vasto ed ha una storia probabilmente millenaria, basti pensare alle casate medievali, con i loro stemmi, stendardi e divise abbinate perfettamente per farsi riconoscere e non si può quindi trattare in un “breve” articolo.

Questa sarà solo una semplice riflessione (per lo più lato design) sulla Brand Identity del più grande supereroe mai stato ideato: Batman.

 

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Come un qualsiasi brand anche quello di Batman ha subito variazioni e si è evoluto nel tempo, ma viene comunque subito riconosciuto senza la necessità di rendersi esplicito.

Fa ormai parte dell’immaginario comune, spesso non solo come supereroe dei fumetti (anche perché ultimamente ha avuto grande diffusione in mezzi come il cinema), ma come simbolo, contenitore di nobili ideali e miglior esempio di come essere estremamente fighi senza essere Keanu Reeves.

I fattori che hanno contribuito a rafforzare e rendere riconoscibile nel tempo il branding di Batman sono diversi ma la coerenza è fra i più importanti.

Batman è sempre stato coerente (a parte piccole eccezioni) sul suo scopo, nei suoi ideali, nel suo modo di comportarsi, ma anche visivamente, con i suoi costumi, gadget e presentazioni al pubblico o ai nemici. Non abbiamo mai visto Batman vestito di rosa così come non abbiamo mai visto manifesti della Coca Cola verde acido e con persone tristi.

L’incoerenza con il brand creato, soprattutto se ricorrente nel tempo, non avrebbe mai permesso alla Coca Cola di entrare nelle nostre menti al punto che se vediamo un manifesto rosso una una striscia bianca e senza alcun marchio o scritta, sappiamo comunque che è Coca Cola.

 

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A proposito di colori e presentazioni al pubblico, quali sono i colori usati da Batman e perché?

Batman ha sempre usato principalmente i colori della notte: blu e nero. Questo perché il pipistrello nell’immaginario comune è un animale notturno, per una questione stealth ma soprattutto perché concorre a creare mistero e paura per i nemici.

Batman spesso non si fa neanche vedere dai nemici ma riesce ad instillare paura in loro con gli elementi della sua brand identity: i suoi colori, l’ombra creata dal suo costume, il rumore creato dallo svolazzare del suo costume, ma anche quello che gli altri dicono di lui (Brand Reputation).

Come dicevo per la Coca Cola, il suo pubblico non ha bisogno di vederne il marchio per riconoscerla, come i nemici di Batman non hanno bisogno di vedere Batman per capire che stanno per essere fracassati di legnate.

Quella che è l’immagine coordinata di Batman, ciò che chiamerei Bat Branding, è sia una rappresentazione della sua identità, cioè dell’essere Batman (cupo e misterioso pipistrello), ma è anche un’arma ideata da Batman appositamente per risolvere un problema di Gotham: i delinquenti.

Batman (azienda) offre un servizio ai cittadini di Gotham (target di clienti), che in cambio aumentano la fiducia in lui (anche da parte della polizia), lo pubblicizzano spargendo la voce (cosa che contribuisce a terrorizzare i nemici) e lo amano.

 

Il marchio di Batman

Finora non abbiamo mai parlato di marchio, questo non vuol dire però che non sia importante. Nel caso di Batman, il suo marchio è parecchio didascalico, anche se visivamente e tecnicamente fantastico.

Un marchio dovrebbe essere semplice, riconoscibile, memorabile e unico. In questo il marchio di Batman è ottimo ma da solo non riesce a comunicare quasi niente di Batman, fuori contesto potrebbe essere un “attenzione ai pipistrelli”, su un cartello stradale.

 

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Ma la Brand Identity nel suo insieme e la lunga storia associata a Batman, vengono in aiuto del nostro eroe! Questo ormai è chiaro anche nel mondo reale, un marchio è importante ma senza una brand identity è inutile. Nel caso specifico di Batman, come altri supereroi, la sua storia e la sua fama gli hanno permesso di non aver neanche bisogno di un logotipo (la “scritta” Batman) ed entrare a far parte di quei marchi detti “logo nameless”, come Apple o Nike.

Approfondimento tecnico: Il marchio di Batman corrisponde al suo pittogramma, cioè un simbolo visivo, una sintesi rappresentativa del brand, che comunemente (ed erroneamente) viene chiamato logo. La “scritta” Batman invece, quando presente, è il logotipo di Batman. Pittogramma e logotipo fanno parte del marchio di Batman.

A proposito di storia, come dicevamo il marchio di Batman ha subito diverse variazioni nel tempo. A volte significative e con significati aggiunti - ad esempio quello a fondo giallo del 1966, che rimanda al fascio luminoso usato dalla polizia per contattare Batman - altre volte dettate più da un’evoluzione estetica, semplificando sempre più la forma, ma mantenendo sempre la sua riconoscibilità.

 

Un'immagine coordinata

Entrando nel dettaglio dell’immagine coordinata di Batman, vorrei soffermarmi proprio sul “coordinata”.

Avrete notato che la batmobile dei film di C. Nolan è stata spesso criticata. E vogliamo parlare di quella nuova? A prima vista potrebbe sembrare di essere in Mad Max.

Buona parte della critica è perché nelle forme sono incoerenti rispetto al resto del Bat Branding, al contrario di accessori come il batarang o la batmobile di Tim Burton, che sono molto più in linea con il brand.

Come dicevamo, tutto questo, compresa l’ombra proiettata da Batman alle tue spalle, contribuisce a creare un insieme di emozioni (sicuramente negative per il villain di turno, ma di speranza per la gente di Gotham) che ricondurranno subito al brand.

Un po’ come quando da ragazzini sentivamo il suono della schermata di avvio della PlayStation 1 e anche senza vederne il logo provavamo già una felicità estrema.

 

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Conclusioni

Ogni brand fatto bene e con una grande storia alle spalle, scatena sempre delle emozioni ben precise, senza che sia necessario vederne il marchio. Anzi a volte alcuni brand sono così forti che delle sensazioni provate per altri motivi, ci ricordano un determinato brand.

Ovviamente per raggiungere questo livello di riconoscibilità, oltre alla coerenza, serve spesso molto tempo, ma anche sapersi distinguere dagli altri “supereroi competitors”.

Batman, infatti, si è subito distinto da altri supereroi DC come Superman, sia sul lato del design ma anche sulla vicinanza con il suo pubblico. Con le sue imperfezioni ed il suo essere umano, è riuscito a creare un rapporto molto più “privato” con il suo pubblico (sia quello di Gotham che quello reale), al contrario dell’irraggiungibile e divino Superman.

Insomma Batman è Batman ma lo è anche per tutto quello che si è creato attorno alla sua immagine.

Ora scusate ma si è fatto tardi, devo andare. Gotham non si salverà da sola.

Autore

Simone Trovato

Brand Designer / UI & UX Designer / Photographer

Appassionato fin dalla tenera età di illustrazione e di metodi su come semplificare le cose (a 5 anni disegnava schemi su come i Cavalieri dello Zodiaco potevano riuscire ad arrivare più velocemente all'ultima casa), ha iniziato il suo percorso formativo con l'Industrial Design per poi spostarsi su Visual Design e Fotografia.

Il suo percorso universitario va dall'Accademia di Belle Arti di Catania all'ISIA di Urbino.

Grazie a varie esperienze lavorative, negli ultimi anni si è avvicinato sempre più alla creazione di siti web e app. Scopre quindi che l'UX design è (più o meno) quello che faceva dall'età di 5 anni: semplificazione della vita. Da allora studia tutto il possibile su UX/UI, continuando a vivere e studiare il mondo del design. Perché in fondo, "tutto nella vita è design".

Insieme al suo collega ed amico Fabrizio Rizzo dirige Facto Design Studio e qui in Devmy si occupa di UI/UX e Brand Design.

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